Molto partecipata la conferenza su management e imprenditoria dedicato alla figura di “Adriano Olivetti, valori e impresa: non lezioni di storia ma appunti dal futuro” con relatore Andrea Ciresa, Segretario generale della Fondazione ETS FIEMMEPER e membro del CdA di OLI – Adriano Olivetti Leadership Institute.
Nella limpida serata invernale di una Trento già natalizia si sono raccolte nella sede di Fondazione CARITRO persone del mondo dell’industria, del sindacato, manager, appassionati di storia e curiosi, tutti attratti dalla figura dell’imprenditore Adriano Olivetti e della sua incredibile storia.
A raccontarla con grande passione e competenza è stato Andrea Cirea, esperto comunicatore e grande appassionato di storia e di industria.
Dopo i saluti ed i ringraziamenti da parte del presidente di Federmanager Trento, Franco Torelli, Andrea ha raccontato l’infanzia di un Adriano contagiato dallo spirito politico e imprenditoriale del papà Camillo, fondatore della prima fabbrica di macchine da scrivere italiana.
Dopo la laurea in ingegneria Adriano apprende negli Stati Uniti le nuove idee tecnico-scientifiche nell’organizzazione del lavoro per poi entrare a pieno titolo nell’azienda di famiglia.
Ma a questo punto Andrea Ciresa fa solo un accenno alla leggendaria produzione, alle prime calcolatrici scriventi al mondo o al capolavoro della portatile Lettera 22, per raccontarci invece – in rigoroso ordine alfabetico – tutti gli aspetti straordinari dell’uomo e dell’impresa.
Cominciando dalla A di Architettura aziendale, incredibilmente simile ai più moderni insediamenti industriali della Silicon Valley, passando per la P di Politica, con i drammi patiti col regime fascista fino alla sua condanna e incarcerazione.
Per finire con la W di Welfare, perchè Adriano Olivetti cercò l’equilibrio tra solidarietà sociale e profitto nel tentativo di raggiungere un’idea di felicità collettiva che genera efficienza. Gli operai ricevevano salari più alti, vi erano asili e abitazioni vicino alla fabbrica che rispettavano la bellezza dell’ambiente, i dipendenti godevano di convenzioni speciali. Durante le pause i dipendenti potevano servirsi delle biblioteche, ascoltare concerti, seguire dibattiti, in modo che conoscenze e competenze fossero alla portata di tutti.
Quindi con la lettera U non si poteva non parlare di Utopia, cioè di un progetto aziendale nato in un momento storico in cui si fronteggiavano due ideologie politiche, capitalismo e comunismo, tra le quali Olivetti credeva che fosse possibile trovare un equilibrio.
Utopia era immaginare che quel progetto rivoluzionario potesse fare scuola, invece si infranse con la morte improvvisa e sospetta di Adriano e con la frettolosa vendita della neonata Divisione Elettronica Olivetti alla statunitense General Electric.
A fine conferenza si sono sentiti interventi amari di alcuni partecipanti, ma è stato anche ricordato che qualcosa di quell’insegnamento è certamente rimasto, cambiano gli scenari storici ma imprenditori illuminati ci sono stati e ci saranno ancora, sono semplicemente poco noti: ad esempio Angelo Dalle Molle patron della Pezziol che inventò Cynar, o Alessandro Rossi fondatore del Lanificio Rossi sono stati imprenditori visionari che investìrono in innovazione e benessere sociale.
Ma spetta proprio a noi farli conoscere alle nuove generazioni, affinché questa utopia continui ad essere stimolo e modello.





